51% di pre-acquisti ottenuti in due settimane

In poco più di due settimane L’anima dei sassi ha superato la fatidica soglia del 50% di pre-acquisti necessari per arrivare in libreria! Un risultato straordinario se si pensa che la campagna di crowdfunding dura cento giorni, che è il periodo che è stato ritenuto mediamente necessario per costruire la comunità dei propri lettori.

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Ed è un risultato che dimostra anche la bontà dell’intuizione di una casa editrice come bookabook, che nel primo semestre 2020 ha registrato oltre 23.500 pre-ordini, pari al 21,4% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche i lettori che hanno 

acquistato almeno un libro sul sito della casa editrice sono aumentati del 27,7% rispetto ai primi sei mesi del 2019. Dati ancora più rilevanti se letti alla luce dell’emergenza sanitaria che ha colpito anche il settore editoriale, che con le uscite di punta rimandate e le librerie chiuse ha registrato un calo di almeno il 50% negli ultimi mesi.

Al tradizionale supporto strategico e grafico, negli ultimi mesi la casa editrice ha affiancato anche l’advertising sui social network, il mail marketing e le dirette Facebook e Instagram, per dare alla community strumenti in più per scegliere nuovi libri e agli autori un maggior sostegno nella creazione del proprio pubblico, un aspetto mancante sia nel crowdfunding tradizionale che nel selfpublishing.

Ma cos’è il crowdfunding letterario? «Quando siamo partiti, nel 2014, alcuni addetti ai lavori ci guardavano con grande curiosità, ma anche con certo scetticismo», racconta Tomaso Greco, co-fondatore di bookabook insieme a Emanuela Furiosi. «Qualcuno vedeva nel crowdfunding uno strumento per rischiare meno sui libri da pubblicare. In un certo senso è vero: se un libro è sempre un rischio per un editore, un libro con una comunità di lettori alle spalle diventa un ‘rischio calcolato’. Il crowdfunding è, dal nostro punto di vista, lo strumento migliore per costruire questa comunità: per noi è meglio

investire in pubblicità sui social e capire se i lettori sono interessati a una proposta editoriale, piuttosto che pubblicarla al buio».

Il crowdfunding editoriale si rivela quindi un modello che permette di testare fin da subito il potenziale sul mercato di una storia: «è quindi più sostenibile, più rispettoso della filiera, soprattutto dei librai e, credo, anche dell’ambiente, in un Paese dove – secondo l’AIE – oltre il 60% delle persone legge su carta», conclude Tomaso Greco.

(Photo by Jaredd Craig on Unsplash)

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