Occhi come semi di nespole

erikoQuando Eriko vide Alessandro per la prima volta aveva ventun anni, ventisei lui. L’incontro avvenne il giorno in cui tutta l’Italia segnò, insieme a Fabio Grosso, il rigore che tinse di azzurro il cielo sopra Berlino. Lei aveva capelli lisci e nerissimi, allineati alla perfezione fin sopra le spalle e che a volte quando se li scostava dalla fronte, lasciavano guizzar via due piccole orecchie simili a delicati animaletti rosa pronti a scoprire il mondo. Le sopracciglia erano decise ed eleganti, appena disegnate da Milo Manara, mentre i nei del visouno introvabile dentro l’orecchio destro, nel margine alto della fossetta dell’antelice, un altro tra il naso e il labbro superiore- le impreziosivano la carnagione un tempo sicuramente chiarissima, ma che al sole d’Italia aveva cominciato a indorarsi, donandole una tonalità unica.  Gli occhi profondi e impenetrabili avevano il colore dei noccioli delle nespole, lucidi e perfetti come appaiono nel momento in cui si apre il frutto dell’eriobotrya japonica. A chi l’avesse osservata con attenzione sarebbe apparsa non una bella ragazza orientale, bensì una languida figura femminile riflessa su una lastra di ossidiana nera. Continua a leggere “Occhi come semi di nespole”

L’economia circolare non si ferma. Ma…

20200327_143342L’odore è asettico, pungente, ospedaliero. Ed è la prima cosa che noti, insieme al parcheggio semivuoto. Ma è proprio l’odore che è tremendo, pizzica gli occhi ed è completamente fuori luogo in un impianto dove si selezionano le raccolte differenziate di mezza regione. “Oh ciao bentornato, oggi non si respira – mi dice la collega d’ufficio che non mi vede da 3 settimane – ieri hanno fatto una nuova disinfezione. Dicevano con l’ozono, ma questa è candeggina o chissà cosa… per noi che non possiamo aprire le finestre (quelle del nostro ufficio danno direttamente sull’impianto, nda), è tremendo!”. Continua a leggere “L’economia circolare non si ferma. Ma…”

Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni

citazione-amedeo-modigliani(tratto dal mio manoscritto in cerca di editore)
«L’umiliazione vera è quando ci si fa scorrere addosso la vita senza far nulla -ripeté Alessandro guardando la bandiera sfilacciata del Nepal appesa tra il lampadario e il soffitto – è questo che porta alla morte della libido, al trionfo dell’indolenza». Pensò subito a tutti gli insopportabili veti della realtà
normale. Ripensò a quanto li aveva combattuti, a quanto li stava combattendo, pur dovendo confessare a sé stesso quanto ormai anche lui ne facesse parte, di come anche lui fosse diventato un ingranaggio del sistema: di un meccanismo oscuro e assurdo che gli faceva fare un lavoro al limite della decenza e che da tanto tempo non gli consentiva più di sognare.     Continua a leggere “Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni”

Non seghiamo il ramo su cui siamo seduti

segare ramoSono nato nel 1976. Sono diventato giornalista professionista a 23 anni e mezzo crescendo a suon di ambizione e cinismo, convinto che le cose da cui guardarsi fossero le tante, terribili, piccole tragedie personali. Poi, nel 2001, a 25 anni, ho conosciuto il terrore dell’attentato alle Torri gemelle, perdendo la verginità della convinzione di vivere nel migliore dei mondi possibili. Continua a leggere “Non seghiamo il ramo su cui siamo seduti”