Ecco l’incipit de L’anima dei sassi

E’ il momento di cominciare a conoscere davvero L’anima dei sassi, e a leggere qualcosa (finalmente, dirà qualcuno!). Per farlo basterà cliccare questo link qui sotto ed aprire la pagina della campagna in crowdfunding dell’editore bookabook! Scorrendo, è possibile infatti leggere un’anteprima del manoscritto. E se vi incuriosisse, se lo riteneste interessante o se vi piacesse a tal punto da voler proseguire subito la lettura… beh, sappiate che attraverso crowdfunding il lettore ha la responsabilità di valutare se secondo lui un manoscritto merita di arrivare in libreria oppure no. Vi chiedo solo di leggere l’anteprima e, nel caso vi piacesse, di preacquistarne una copia in cartaceo oppure in ebook. Ps: la campagna è iniziata appena ieri e sta andando alla grande!

https://bookabook.it/libri/lanima-dei-sassi/

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L’indolenza e L’anima dei sassi

indolenza

Oggi voglio svelarvi anche una piccola curiosità. Sapete quale era il titolo alternativo a ‘L’anima dei sassi‘ che mi sarebbe piaciuto usare? Ve lo dico subito: ‘Gli indolenti‘. Perché gli indolenti? Beh sicuramente c’era la tentazione forte del richiamo, anche sonoro, a ‘Gli indifferenti‘ di Alberto Moravia, il suo romanzo di esordio.

Ma anche perché, e soprattutto, l’indolenza è tra i protagonisti del romanzo. In che modo? Potremmo forse dire che l’indolenza è quella particolare condizione umana che ci autoesclude dal libero arbitrio. Ed è molto simile all’umiliazione, quella vera, che a un certo punto del romanzo, Eriko, descrive così: «L’umiliazione vera è quando non si è consapevoli, quando passivamente ci si fa scorrere la vita addosso senza far nulla: è questo che porta alla morte della libido, al trionfo dell’indolenza.» (Photo by @Dollargill Unsplash)

 

 

‘L’anima dei sassi’ inizia il suo viaggio

20170917_181537E così ci siamo. Il mio manoscritto intitolato L’anima dei sassi si appresta a scendere nell’arena dell’editoria italiana. Certo ci vorrà ancora un po’ di tempo prima di vederlo in libreria. Ma la rincorsa è iniziata. Infatti grazie all’editore bookabook che ne ha apprezzato la qualità, Continua a leggere “‘L’anima dei sassi’ inizia il suo viaggio”

Comuni plastic free… ma poco circolari

coerenzaPuntuale come l’estate torna la guerra alla plastica incarnata dalle delibere plastic free promosse da molte amministrazioni comunali, che cercano così di porre giustamente un freno anche alla dispersione in mare di milioni di mascherine usa e getta, che vanno ad aggiungersi agli abbandoni più ‘tradizionali’. Ancora una volta ci permettiamo di ricordare però che il problema non è la plastica in sé, ma come si usa. Continua a leggere “Comuni plastic free… ma poco circolari”

Niente caffè per Spinoza (di Alice Cappagli)

“Niente caffè per Spinoza” di Alice Cappagli edito da Einaudi, è un libro a cui mi sono avvicinato con curiosità e per un motivo assai pratico:  l’autrice è livornese e ha ambientato la storia nella mia città, anzi, nel quartiere dove sono cresciuto. E se fa sempre un po’ effetto quando un autore è così bravo da farti vivere la storia insieme al personaggio, figurarsi quando questo personaggio è realmente esistito e può essere capitato di incontrarlo davvero, mentre camminavi su quello stesso marciapiedi per andare a scuola, oppure puoi averlo visto sulle panchine del parco dove ogni pomeriggio andavi a giocare a pallone.

“Niente caffè per Spinoza” è un delicato affresco degli ultimi mesi di vita di un anziano professore di filosofia, raccontato attraverso gli occhi schietti di una giovane livornese che se ne prende cura come badante, mentre la figlia del professore lavora in un’altra città, tremendamente in carriera, completamente impelagata in mille cose da fare e mille responsabilità.
Maria Vittoria dunque rappresenta una badante ante litteram, che si trova contemporaneamente ad affrontare la separazione da un marito violento, la riscoperta della libertà ed addirittura una piccola storia d’amore. Grazie ovviamente anche a quello che imparerà da quell’anziano professore così burbero e un po’ svampito, completamente inetto delle cose pratiche e tutto preso dai sui libri, dalle sue citazioni colte, dagli altri compagni di filosofia che ogni tanto lo vengono a trovare per fare due passi nel parco disquisendo di Pascal o di Spinoza.
Tutto il libro è ovviamente impreziosito da citazioni e aneddoti legati alla filosofia e ai filosofi che fanno da controcanto alle buffe peripezie del professore che non tiene minimamente conto delle cose pratiche, come mettersi una giacca pesante in pieno agosto.
L’autrice  in questo suo esordio col botto per Einaudi (in questi giorni sempre per Einaudi esce il suo secondo libro, “Ricordati di Bach”) non manca mai di accompagnare la storia con la musicalità che è parte della sua vita reale e che nel libro suona attraverso il libeccio che a tutte le ore e in tutti i giorni penetra nella casa del professore, che si trova all’ultimo piano di un quartiere residenziale di Livorno. Dove il vento, e soprattutto il libeccio, non manca mai.

(La recensione è stata scritta diversi mesi dopo la lettura del libro)

Triglie

mareNon è un silenzio fisico. È un silenzio tutto interiore quello che trovo nuotando in mezzo al mare. Libero, nonostante la quarantena. Felice, nonostante il distanziamento sociale che qui in mare aperto non mi preoccupa e non preoccupa nemmeno l’orata che mi è appena passata accanto. Nuotare per me è sempre stato sinonimo di silenzio e riflessione. Una catarsi. Oggi più che mai. Perché da settanta giorni me ne sto rinchiuso in casa o quasi, in una lunga litania di video conferenze, videolezioni, telefonate, pranzi da cucinare, smessaggiate durante le interminabili video riunioni, figlioli da redarguire perché smessaggiano durante interminabili video lezioni, passeggiate strascicando dietro il guinzaglio la povera Penelope, diciassettenne con il fisico da pin up canina e il fiato ormai corto. Continua a leggere “Triglie”

È possibile rendere più sostenibile produzione e gestione post-consumo delle mascherine?

ti conosco mascherinaSi fa presto a dire mascherine, se ne potrebbe scrivere un trattato. Ma siccome da qualche parte bisogna iniziare partiamo da una premessa. Al momento le indicazioni del governo sono di gettare i dispositivi di protezione individuale, mascherine e guanti in primis, nella raccolta dell’indifferenziato, da inviare prioritariamente a recupero energetico così da garantirne la sterilizzazione. Inevitabile nel pieno dell’emergenza e condivisibile pur sapendo che le promesse difficilmente possono essere rispettate vista la penuria di impianti di incenerimento in Italia. Logico anche dal punto normativo, visto che i dpi non sono imballaggi, e come sappiamo bene nella raccolta differenziata della plastica vanno solo gli imballaggi in plastica. Continua a leggere “È possibile rendere più sostenibile produzione e gestione post-consumo delle mascherine?”

Perché la cauzione sulle bottiglie non può essere la soluzione

icebergMentre i vari think tank ambientalisti si arrabattano per organizzare convegni virtuali sulla sostenibilità post coronavirus, con l’incognita del rinvio della plastic tax all’orizzonte, ieri il Corriere della Sera intervista chi ha trovato la quadratura del cerchio: «La svolta della sostenibilità, cominciamo dalle bottiglie» è il titolo dell’intervista a tutta pagina al presidente di Acqua Sant’Anna, Alberto Bertone, secondo il quale, appunto la soluzione è introdurre la cauzione sulla plastica. Continua a leggere “Perché la cauzione sulle bottiglie non può essere la soluzione”

L’influenza del blu – recensione

influenzaL’influenza del blu”, di Giulio Ravizza è un romanzo che può essere ascritto al genere distopico: ambientato in un futuro non troppo lontano descrive un mondo che ha deciso di eliminare il blu dopo aver scoperto che questo colore rende le persone infelici, avide, sempre pronte a fare piccole e grandi guerre. Il mondo fantastico di Giulio Ravizza è dunque un mondo edonistico dove non importa essere intelligenti né studiare, dove non servono le porte chiuse e la proprietà privata, dove si dorme tantissimo e si mangia pochissimo. Non si uccidono gli animali né tanto meno gli uomini, che fanno sesso quando vogliono, con chi e con quanti capita. Ovviamente non esiste alcuna religione e tutti gli istituti di culto sono chiusi e abbandonati. E si guarda con compassione e incomprensione ‘al mondo di prima’ dove l’uomo creava tante cose inutili per poi autodistruggersi con le proprie debolezze e paure nei confronti del diverso. Continua a leggere “L’influenza del blu – recensione”

“Da pazzi preferire la cultura all’edilizia” (ma anche… c’era una volta plastic free)

abusivismo“Da pazzi preferire la cultura all’edilizia”. Con un titolo così, con un messaggio gridato in questo modo provocatorio e presuntuoso, cosa spera di ottenere l’associazione dei costruttori? Eppure da questo madornale errore di comunicazione commesso ieri dal presidente dell’Ance Gabriele Buia  possiamo trarre spunto per un paio di riflessioni. Continua a leggere ““Da pazzi preferire la cultura all’edilizia” (ma anche… c’era una volta plastic free)”