Dove trovare il tempo per scrivere un libro

“Ma dove lo trovi il tempo per scrivere un romanzo?” Ecco un’altra delle domande più comuni che mi vengono rivolte quando spiego il mio progetto letterario e racconto il mio romanzo L’anima dei sassi.

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I viaggi segreti di Carlo Rossmann. Recensione

elena cortiI viaggi segreti di Carlo Rossmann è un libro che ha tanti pregi, ma quello principale è stato quello di avermi fatto rileggere per l’ennesima volta – direi la quarta o quinta volta – Amerika di Franz Kafka, che resta il mio autore preferito insieme al vivente Haruki Murakami. Continua a leggere “I viaggi segreti di Carlo Rossmann. Recensione”

51% di pre-acquisti ottenuti in due settimane

In poco più di due settimane L’anima dei sassi ha superato la fatidica soglia del 50% di pre-acquisti necessari per arrivare in libreria! Un risultato straordinario se si pensa che la campagna di crowdfunding dura cento giorni, che è il periodo che è stato ritenuto mediamente necessario per costruire la comunità dei propri lettori. Continua a leggere “51% di pre-acquisti ottenuti in due settimane”

Ecco l’incipit de L’anima dei sassi

E’ il momento di cominciare a conoscere davvero L’anima dei sassi, e a leggere qualcosa (finalmente, dirà qualcuno!). Per farlo basterà cliccare questo link qui sotto ed aprire la pagina della campagna in crowdfunding dell’editore bookabook! Scorrendo, è possibile infatti leggere un’anteprima del manoscritto. E se vi incuriosisse, se lo riteneste interessante o se vi piacesse a tal punto da voler proseguire subito la lettura… beh, sappiate che attraverso crowdfunding il lettore ha la responsabilità di valutare se secondo lui un manoscritto merita di arrivare in libreria oppure no. Vi chiedo solo di leggere l’anteprima e, nel caso vi piacesse, di preacquistarne una copia in cartaceo oppure in ebook. Ps: la campagna è iniziata appena ieri e sta andando alla grande!

https://bookabook.it/libri/lanima-dei-sassi/

just start
https://bookabook.it/libri/lanima-dei-sassi/

L’indolenza e L’anima dei sassi

indolenza

Oggi voglio svelarvi anche una piccola curiosità. Sapete quale era il titolo alternativo a ‘L’anima dei sassi‘ che mi sarebbe piaciuto usare? Ve lo dico subito: ‘Gli indolenti‘. Perché gli indolenti? Beh sicuramente c’era la tentazione forte del richiamo, anche sonoro, a ‘Gli indifferenti‘ di Alberto Moravia, il suo romanzo di esordio.

Ma anche perché, e soprattutto, l’indolenza è tra i protagonisti del romanzo. In che modo? Potremmo forse dire che l’indolenza è quella particolare condizione umana che ci autoesclude dal libero arbitrio. Ed è molto simile all’umiliazione, quella vera, che a un certo punto del romanzo, Eriko, descrive così: «L’umiliazione vera è quando non si è consapevoli, quando passivamente ci si fa scorrere la vita addosso senza far nulla: è questo che porta alla morte della libido, al trionfo dell’indolenza.» (Photo by @Dollargill Unsplash)

 

 

‘L’anima dei sassi’ inizia il suo viaggio

20170917_181537E così ci siamo. Il mio manoscritto intitolato L’anima dei sassi si appresta a scendere nell’arena dell’editoria italiana. Certo ci vorrà ancora un po’ di tempo prima di vederlo in libreria. Ma la rincorsa è iniziata. Infatti grazie all’editore bookabook che ne ha apprezzato la qualità, Continua a leggere “‘L’anima dei sassi’ inizia il suo viaggio”

Comuni plastic free… ma poco circolari

coerenzaPuntuale come l’estate torna la guerra alla plastica incarnata dalle delibere plastic free promosse da molte amministrazioni comunali, che cercano così di porre giustamente un freno anche alla dispersione in mare di milioni di mascherine usa e getta, che vanno ad aggiungersi agli abbandoni più ‘tradizionali’. Ancora una volta ci permettiamo di ricordare però che il problema non è la plastica in sé, ma come si usa. Continua a leggere “Comuni plastic free… ma poco circolari”

Niente caffè per Spinoza (di Alice Cappagli)

“Niente caffè per Spinoza” di Alice Cappagli edito da Einaudi, è un libro a cui mi sono avvicinato con curiosità e per un motivo assai pratico:  l’autrice è livornese e ha ambientato la storia nella mia città, anzi, nel quartiere dove sono cresciuto. E se fa sempre un po’ effetto quando un autore è così bravo da farti vivere la storia insieme al personaggio, figurarsi quando questo personaggio è realmente esistito e può essere capitato di incontrarlo davvero, mentre camminavi su quello stesso marciapiedi per andare a scuola, oppure puoi averlo visto sulle panchine del parco dove ogni pomeriggio andavi a giocare a pallone.

“Niente caffè per Spinoza” è un delicato affresco degli ultimi mesi di vita di un anziano professore di filosofia, raccontato attraverso gli occhi schietti di una giovane livornese che se ne prende cura come badante, mentre la figlia del professore lavora in un’altra città, tremendamente in carriera, completamente impelagata in mille cose da fare e mille responsabilità.
Maria Vittoria dunque rappresenta una badante ante litteram, che si trova contemporaneamente ad affrontare la separazione da un marito violento, la riscoperta della libertà ed addirittura una piccola storia d’amore. Grazie ovviamente anche a quello che imparerà da quell’anziano professore così burbero e un po’ svampito, completamente inetto delle cose pratiche e tutto preso dai sui libri, dalle sue citazioni colte, dagli altri compagni di filosofia che ogni tanto lo vengono a trovare per fare due passi nel parco disquisendo di Pascal o di Spinoza.
Tutto il libro è ovviamente impreziosito da citazioni e aneddoti legati alla filosofia e ai filosofi che fanno da controcanto alle buffe peripezie del professore che non tiene minimamente conto delle cose pratiche, come mettersi una giacca pesante in pieno agosto.
L’autrice  in questo suo esordio col botto per Einaudi (in questi giorni sempre per Einaudi esce il suo secondo libro, “Ricordati di Bach”) non manca mai di accompagnare la storia con la musicalità che è parte della sua vita reale e che nel libro suona attraverso il libeccio che a tutte le ore e in tutti i giorni penetra nella casa del professore, che si trova all’ultimo piano di un quartiere residenziale di Livorno. Dove il vento, e soprattutto il libeccio, non manca mai.

(La recensione è stata scritta diversi mesi dopo la lettura del libro)

Il rubinetto di Visnu

baliNon aveva creduto a una parola di quanto gli aveva detto quel vecchio invasato, suo coetaneo, che aveva incontrato per caso nella foresta. E invece ora si ritrovava davanti alla statua della bambina che in un inglese biascicato di tabacco rimasticato infinite volte lo aveva esortato – quasi minacciato – a cercare.

Inoltrandosi nella foresta lungo il sentiero che si inerpicava sulla sinistra della montagna, si era lasciato alle spalle il rumore assordante della piscina delle abluzioni di primavera dedicato a Visnu, dove i balinesi in file ordinate aspettavano di immergersi, per poi purificarsi in una delle 13 fontane sacre. Continua a leggere “Il rubinetto di Visnu”

Triglie

mareNon è un silenzio fisico. È un silenzio tutto interiore quello che trovo nuotando in mezzo al mare. Libero, nonostante la quarantena. Felice, nonostante il distanziamento sociale che qui in mare aperto non mi preoccupa e non preoccupa nemmeno l’orata che mi è appena passata accanto. Nuotare per me è sempre stato sinonimo di silenzio e riflessione. Una catarsi. Oggi più che mai. Perché da settanta giorni me ne sto rinchiuso in casa o quasi, in una lunga litania di video conferenze, videolezioni, telefonate, pranzi da cucinare, smessaggiate durante le interminabili video riunioni, figlioli da redarguire perché smessaggiano durante interminabili video lezioni, passeggiate strascicando dietro il guinzaglio la povera Penelope, diciassettenne con il fisico da pin up canina e il fiato ormai corto. Continua a leggere “Triglie”